DECRETO LEGGE CURA ITALIA – Comunicato ASC

Pubblicato il 18 marzo 2020
DECRETO LEGGE CURA ITALIA - Comunicato ASC

 La posizione di A.S.C. e della Confederazione dello Sport a seguito del DECRETO-LEGGE CURA ITALIA – Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Lo sport è stato particolarmente colpito dalle misure di emergenza per combattere la diffusione del COVID-19.

I centri sportivi sono ormai chiusi da tempo e le entrate su cui si sostiene lo sport, prevalentemente istituzionali, derivanti da quote sociali o di tesseramento e la già nota difficoltà di accesso al credito non consentono di superare facilmente questo drammatico momento, anche nella considerazione del fatto che ci stiamo avvicinando al periodo estivo. I mesi che vanno da marzo a giugno sono notoriamente quelli con maggiore attività sportiva.

Non dimentichiamoci che il nostro mondo è già impegnato in un grande sforzo visti i nuovi adempimenti imposti dalle ultime delibere CONI e dalla Legge di Bilancio 2018.

Questi strumenti hanno sicuramente potenziato i controlli nei confronti delle società e delle associazioni, e costretto gli operatori a stare sempre più lontani dai campi di gara e sempre più spesso negli studi di commercialisti e fiscalisti con ulteriori oneri a loro carico.

In questo quadro, le misure emergenziali del DPCM in commento sono sicuramente un buon punto di partenza ma sono indubbiamente insufficienti a dare una risposta importante e strutturale alle necessità del mondo dello sport dilettantistico.

Si plaude sicuramente all’inserimento degli “atipici”, i collaboratori dello sport che non hanno le garanzie del lavoro dipendente, ma che parrebbero essere tra i destinatari degli interventi una tantum di € 600,00, misura che dovrebbe essere prevista anche per il mese di aprile.

Infatti, pur se estranei all’inquadramento tra i lavoratori, il Ministro Vincenzo Spadafora ha correttamente compreso che esiste la crisi anche nel mondo sportivo e A.S.C. riconoscendo e prendendo atto che i redditi dei collaboratori dello sport spesso costituiscono entrate necessarie per il sostenimento delle più elementari necessità di vita dei percettori.

Si valuta con estremo favore anche all’iniziativa del Ministro di convocare entro due settimane una Giunta straordinaria del Coni e del Cip, naturalmente in teleconferenza, per iniziare subito a studiare le norme e le azioni da mettere in campo, in via d’urgenza.

Ciò dimostra come vi sia la consapevolezza che le misure adottate per fronteggiare l’emergenza non possono essere che l’inizio di un percorso che, visto il grande senso di responsabilità degli operatori dello sport (che nell’ultimo quinquennio hanno incrementato il numero dei lavoratori dipendenti assunti nonostante il periodo di grande crisi), conduca ad una vera e propria politica di rilancio e di investimenti nel settore, consapevoli della grande valenza dello sport nel miglioramento delle condizioni di vita di tutta la società.

Esiste dunque la necessità di individuare, anche in questa fase emergenziale, nuovi strumenti in grado di dare dignità al mondo dello sport, agevolare l’accesso al credito in previsione della ripartenza, incentivare gli investimenti in impianti sportivi più sicuri ed efficienti e, soprattutto, dare cittadinanza ai professionisti dello sport e alla loro professionalità.

Auspichiamo, comunque che le procedure per l’accesso agli strumenti di sostegno previsti nel decreto siano semplici e garantiscano che tutti riescano ad accedervi, affinché si possa evitare che qualcuno resti indietro.

Andando a vedere, nel dettaglio, le singole misure, cercheremo di commentarle seguendo come ottica il punto di vista indicato in premessa, lo si ripete, considerando e apprezzando lo sforzo fatto dal Governo in questa fase di confusione e incertezza per tutte le categorie produttive.

 CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Iniziamo il nostro commento dal tema che avvertiamo come l’esigenza più immediata, quella relativa al sostegno ai redditi dei lavoratori.

E’ un argomento che ci sta particolarmente a cuore perché la Confederazione dello Sport, i cui soci fondatori sono A.S.C. e la Federazione Imprenditori Impianti Sportivi, quale Associazione di categoria del mondo sportivo, sottoscrive l’unico contratto collettivo degli imprenditori per i dipendenti di impianti sportivi.

Chi meglio di noi, dunque, conosce le reali necessità del movimento sportivo, considerato che da anni portiamo avanti le istanze di chi vive di e con lo sport e soprattutto sappiamo che l’emergenza Covid19 non fa differenza tra grandi e piccoli, colpisce tutti indistintamente ed occorre quindi garantire democraticamente diritti e risorse a tutti.

Il Governo, introducendo l’ammortizzatore sociale della cassa integrazione in deroga ha sbloccato quel retaggio culturale per il quale lo sport non è mai stata considerato al pari degli altri soggetti vitali del Pese destinatari di politiche attive e che ora sta dando invece grande prova di sacrificio, responsabilità ed impegno.

La Cassa integrazione in deroga vale ora anche per i lavoratori dipendenti dello sport che applicano il CCNL di riferimento (non per i collaboratori). Sarà dunque garantita a tutti i lavoratori dipendenti, compresi quelli delle società sportive e delle associazioni sportive dilettantistiche. Si ricorda che, istituita nel 2004, la cassa integrazione in deroga è un’indennità pagata dall’INPS ai lavoratori dipendenti il cui orario di lavoro è stato ridotto, a causa di una crisi aziendale.

Le imprese e le associazioni dello Sport potranno peraltro contare su una semplificazione importante in fatto di risparmio di tempo, potendo rivolgersi all’Ente Bilaterale – Ebisport – per la gestione delle procedure di accesso alla Cassa Integrazione (che sembra possa essere richiesta solo per il periodo di chiusura e per non più di nove settimane) nonché su forme aggiuntive di sostegno al reddito. www.ebisport.it 

INDENNITÀ PER AUTONOMI E COLLABORATORI

L’indennità di 600 euro una tantum per gli autonomi e i collaboratori, con rapporto di collaborazione già in essere al 23 febbraio 2020, è stata ampliata per comprendere anche i collaboratori delle società sportive e delle associazioni e società dilettantistiche e delle federazioni e degli enti di promozione sportiva (per i quali nella bozza iniziale il fondo disponibile era di euro 10.000.000 poi portato a euro 50.000.000), i quali per il loro status giuridico sarebbero rimasti esclusi. Il provvedimento è rivolto a tutti coloro che, regolarmente registrati quali tecnici, istruttori, collaboratori o lavoratori autonomi del settore sportivo, percepiscono compensi fino a €10.000 all’anno.

Un primo passo al quale plaudiamo dopo le numerose richieste avanzate dalla Confederazione dello Sport unitamente alle OOSS ed a Confcommercio. Saranno circa 83.000 i beneficiari che riceveranno l’indennità. Pochi, troppo pochi rispetto ai numeri che esprime il settore e pertanto saranno necessarie altre misure “ponte” che possano accompagnarci al momento della ripresa delle attività.

Il rischio è perdere professionalità importanti, giovani volenterosi che costituiscono una risorsa vitale per l’intero mondo sportivo.

Sul punto, la Confederazione dello Sport propone al Governo e a Sport e Salute Spa, nella qualità di delegata dal Governo, di adottare i seguenti criteri (oltre a quelli individuati dal Governo che prevedono autocertificazione della preesistenza del rapporto di lavoro e della mancata percezione di altro reddito da lavoro) nella ripartizione dell’indennità:

–          tecnici e istruttori in possesso di qualifica riconosciuta CONI ed iscritti all’albo 2020 tenuto dalle Federazioni, DSA o EPS, come tali risultanti nel Registro CONI, privi di altri redditi (autocertificazione), con Certificazione Unica 2019, redditi 2018, non inferiore a 5.000 euro (escludendo così soggetti che svolgono marginalmente tale attività);

–          Collaboratori amministrativo gestionali con Certificazione Unica 2019, redditi 2018 non inferiore a 5.000 euro che producano comunicazione al centro per l’impiego;

–          Per tutti obbligo di produrre Contratto/Lettera d’incarico valido che riporti la durata non inferiore a 10 mesi nell’anno;

La domanda per l’ottenimento dell’indennità andrà presentata a Sport e Salute Spa utilizzando la modulistica che sarà entro 15 giorni predisposta (attualmente non è disponibile). Sport e Salute Spa istruirà le domande secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Per il futuro si richiederà al Governo:

  • delegare al Credito Sportivo l’erogazione di mutui di liquidità a ASD ed SSD con le modalità del mutuo light a società certificate da Federazioni DSA o EPS
  • la possibilità di istituire un fondo per proteggere prestiti destinati a finanziare le necessità dei collaboratori sportivi che potrebbe essere alimentato in parte dall’introduzione di un contributo a carico del soggetto erogante il compenso sportivo
  • di promuovere iniziative di carattere normativo, mirate ad una graduale introduzione di forme di tutela previdenziale a favore di soggetti che, nell’ambito delle associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI, dalle Federazioni, dalle DSA e dagli Enti di Promozione Sportiva, tenuto conto dell’occasionalità dell’impegno e della necessaria flessibilità, svolgono attività di collaborazione riferibile alla legge 342/2000 (i cui compensi, come noto, rientrano tra i redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. m), ultimo periodo, del T.U.I.R.)
  • vista la rilevanza del settore dello sport quale elemento di sviluppo sociale e sanitario, di prevedere l’esenzione IVA da tutte le prestazioni dello sport e la detraibilità da parte dell’utente, al pari delle spese sanitarie di tutte le spese sostenute per lo svolgimento delle attività sportive.

SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI DELLE RITENUTE, DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI E DEI PREMI PER L’ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA

Anche per le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, gli enti di promozione nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori, è prevista la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria fino al 31 maggio 2020.

I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Con riferimento alla dichiarazione precompilata, trovano applicazione i termini previsti dall’articolo 1 D.L. 9/2020, ragion per cui le certificazioni uniche dovranno comunque essere trasmesse entro il 31 marzo.

 

SOSPENSIONE DEI TERMINI RELATIVI ALL’ATTIVITÀ DEGLI UFFICI DEGLI ENTI IMPOSITORI

Sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori (Agenzia delle Entrate – Agenzia delle Entrate Riscossione)

SOSPENSIONE DEI CARICHI AFFIDATI ALL’AGENTE DELLA RISCOSSIONE

Sono sospesi i termini dei versamenti scadenti dal 08.03.2020 al 31.05.2020 relativi a:

cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle entrate, avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali, atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ingiunzioni e atti esecutivi emessi dagli enti locali.

I versamenti dovranno essere effettuati, in un’unica soluzione, entro il 30.06.2020.

Dovranno essere invece versati entro il 31.05.2020:

la rata della “rottamazione ter” scaduta il 28 febbraio 2020;

la rata del “saldo e stralcio” in scadenza il 31 marzo.

SOSPENSIONE VERSAMENTI CANONI PER IL SETTORE SPORTIVO

Per le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche sono sospesi fino al 31 maggio 2020, i pagamenti dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali. I versamenti dei predetti canoni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020.

La sospensione dei canoni (che vanno comunque versati entro il 30 giugno 2020) riguarda solo quelli relativi a beni pubblici (Stato, Regione, Comune) affidati alla asd/ssd e connessi allo svolgimento dell’attività mentre continuano a correre senza uno “stop”, nonostante sia stata ordinata la chiusura forzata le utenze, i costi per la polizza di responsabilità civile per la manutenzione e per la custodia.

Nel rispetto del combinato disposto delle norme del codice civile di cui agli artt. 1218 (non responsabilità nel ritardo della prestazione a causa dell’impossibilità non imputabile al debitore), 1256 (impossibilità sopravvenuta), 1258 e 1464 (riduzione della prestazione per prestazione parzialmente impossibile) la Confederazione dello Sport ritiene la sussistenza delle condizioni per accedere almeno ad una riduzione dello stesso per tutta la durata della chiusura dell’esercizio imposta dal DPCM.

Lo stesso dicasi per i canoni pagati a privati che non sono stati oggetto di intervento da parte del Governo.

La misura prevista dal decreto appare inadeguata e sarebbe auspicabile un ulteriore intervento che tenga conto delle altre esigenze e che sia esteso anche a canoni pagati a soggetti privati. A quest’ultimi potrebbe essere ipotizzabile la sospensione di IMU e TASI.

 POTENZIATO IL PIANO SPORT E PERIFERIE

È prevista una misura che consentirà ai Comuni beneficiari dei finanziamenti per il piano “sport e Periferie”, a valere sui Fondi di Sviluppo e Coesione, di aumentare la quota in anticipazione dal 10% al 20%.

ALTRI PROVVEDIMENTI

In aggiunta ai provvedimenti esaminati in precedenza, ve ne sono altre di carattere più generale comunque applicabili al settore dello sport e/o del terzo settore:

  • le norme concernenti le misure di sostegno finanziario alle piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19;
  • il riconoscimento di un credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro nella misura del 50 per cento fino ad un massimo di 20.000 euro.
  • slitta al 31 ottobre 2020 il termine per l’adeguamento degli statuti per gli ETS/APS e per l’approvazione del Bilancio. Tale norma fa supporre il rinvio al 2021 dell’entrata in vigore del RUNTS

Andrà comunque dato particolare impulso anche all’erogazione del credito allo sport. E ciò non solo con il previsto supporto del Credito Sportivo, ma anche attraverso un sistema ad hoc studiato per il mondo sportivo.

Per questo continuiamo a batterci con forza nei canali istituzionali già avviati con i giusti interlocutori tenendo conto della buona volontà oggi manifestata.

Al fine di tutelare le associazioni, le società sportive e gli operatori del settore chiediamo al governo che intervenga con maggiore efficacia, con misure non solo dettate dalla contingenza del momento ma che si caratterizzino per essere strutturali ed efficienti a diffondere, senza se e senza ma, la pratica sportiva, sicura e di qualità per tutti.

Per questo chiediamo di contribuire e di partecipare, al tavolo di lavoro, per trovare con immediatezza soluzioni utili e permettere allo sport di riprendersi il suo ruolo fondamentale nella nostra società.

Intanto grazie al Ministro e al CONI per aver incluso lo sport tra i destinatari dei provvedimenti.

 

IL PRESIDENTE ASC

                                                              Avv. Luca Stevanato

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