AttivaMente Archery

Coordinatore Nazionale di disciplina
M°  MARIA GRAZIA SCHEMBRI                                                                                                                     mg.schembri@virgilio.it 

 

AttivaMenteArchery è un percorso formativo d’eccellenza, unico nel suo genere, altamente qualificante, attuato attraverso l’opera di selezionati formatori di Tiro con l’arco e qualificati professionisti nel campo della psicologia e delle tecniche relazionali ed educative del proprio “SE”.

Per meglio conoscere le motivazioni e le finalità del settore e/o per ulteriori approfondimenti, leggi anche:

L’INTERVISTA A MARIA GRAZIA SCHEMBRI

La metodologia didattica de L’Arciere che c’è in Te
La psicologia incontra il Tiro con l’Arco.

Le scienze psicologiche sono molto complesse e coinvolgono praticamente tutte le esperienze umane, a loro volta intrecciate tra loro: la didattica è intrecciata con la psicologia, che è intrecciata con la filosofia, con la pedagogia, con la storia e così via.

La psicologia fornisce validi spunti per scoprire chi siamo e come siamo fatti “dentro”, ma è la sperimentazione e la ricerca che guidano, anche in questo ambito, il progresso di questa scienza.

Con una visione “sistemica” e con atteggiamento curioso è stato concepito un approccio psicologico al mondo del tiro con l’arco, con particolare attenzione agli aspetti del cosiddetto “allenamento mentale”.

I temi trattati, ad intensità crescente, sono inseriti in un contesto ludico e ricreativo che tende ad integrare il corpo, la mente e lo spirito, della Persona.

 

Il tiro (D)istintivo con l’arco

Il Tiro (D)istintivo con l’arco, insegnato all’interno dei corsi AttivaMente Archery, vuole aggiungere semi di riflessione psicologica e pedagogica a ciò che oggi è conosciuto come tiro “istintivo”.

Il tiro (D)istintivo valorizza al massimo la capacità di percepire le caratteristiche dell’obiettivo, nella sua funzione originaria di guida precisa al gesto sportivo.

Singole caratteristiche che definiscono il gesto atletico vengono attentamente esplorate, non solo dal punto di visto tecnico, ma anche come rappresentazione di un “essere” dell’arciere in ciascuna situazione educativa. Successivamente, come in un gioco dove si riuniscono i puntini, si otterà nel tempo una visione del proprio essere sempre più precisa e ampia.

Come ci suggerisce il gioco di parole, infatti, tiro (D)istintivo è l’azione “chiaramente distinguibile” ed anche, per certi versi, “illustre”, “nobile”, che consente una riflessione più approfondita e chiara sulla ricerca del vero “Arciere che c’è in Te”.

 

 Una Didattica Trasformativa.

Una didattica “trasformativa” in questo contesto, può essere basata con naturalezza su 2 cardini:

1.Tecnica

2.Relazione.

La tecnica è il mezzo per imparare a “giocare”. Il tiro con l’arco, rispetto ad altri sport, ha il vantaggio di essere sia divertente che rilassante, ma anche, volendo, competitivo e sfidante. L’ambiente naturale nel quale viene praticato agevola entrambi gli approcci personali alla disciplina, oltre ad avere una curva di apprendimento decisamente vantaggiosa: si imparano velocemente le basi e ci si sperimenta immediatamente.

Anche la relazione è un mezzo. Un maestro che insegna (o meglio educa) è cosa preziosa, ancora di più se attraverso la sua opera lascia che l’allievo, imparando, possa progredire nella propria scala di valori e solo nei tempi e nei modi a lui più consoni. Il destino degli allievi non appartiene ai maestri.

Su questi due principi si basa la didattica educativa della metodologia L’Arciere che c’è in te, per AttivaMente Archery.

“Insegnare” ed “istruire educando” hanno due diverse radici linguistiche: “insegnare” deriva da in-signàre fissare nella mente attraverso un segno, un marchio, un sigillo. “Educare” deriva da e-ducere, portar fuori .

In generale, chi utilizza ancora l’approccio basato sull’insegnamento tradizionale, pensa che l’allievo sia un “vaso vuoto” da riempire di conoscenza nei tempi e nei modi decisi dal maestro. Quanto più questa conoscenza è sofisticata, tecnicamente ineccepibile e acquisita in tempi brevi, tanto più il maestro avrà successo nella sua opera.

Il metodo educativo pone invece l’allievo in stretta relazione con il maestro, in una relazione simmetrica. La prospettiva educativa, infatti, presume che l’allievo sia sempre, anche quando molto piccolo, portatore di competenze, necessariamente collegabili con quanto di nuovo sta apprendendo. Nello stesso modo il maestro viene arricchito da ciò che impara, osservando la diversa prospettiva dell’allievo.

Il processo di apprendimento è più efficiente se il docente pone la necessaria attenzione e si prepara alla relazione con l’allievo. Queste competenze possono essere a propria volta scoperte ed educate.

FASE 1: Lavoro in intreccio didattico con l’Istruttore

Il Maestro di tiro con l’arco potrà lasiarsi guidare dal proprio Eros, inteso in senso greco, come spinta interiore all’apprendimento, e l’appagamento interiore della propria curiosità.

Contenuti

I 5 livelli logici della Neurolinguistica

Il modello del mondo di una persona è coerente ed costituito dall’insieme delle sue credenze, articolato secondo una logica che gli è propria. Questo significa che la nostra mente è un tutto organizzato, per noi sempre comprensibile, anche se non sempre condivisibile dagli altri.
Per comprendere questo delicato meccanismo, utilizzeremo i cinque livelli logici della Neurolinguistica.

• L’ambiente
• Il Comportamento
• Le capacità
• Le credenze e i valori
• L’Identità

Gli Arkàn: approfondimento degli spunti psicologici sollecitati del Sistema degli Arkan

L’Arciere Mediterraneo viene istruito ed addestrato onorando i cosiddetti quattro pilastri (in arabo, arkàn) del tiro con l’arco, che si trovano nei manuali bizantini, indù, cinesi, riferiti alla maestrìa di questa disciplina.

L’arciere, per essere considerato tale doveva essere in grado di tirare:
• con precisione
• con forza
• velocemente
• in movimento (suo o del bersaglio)

L’idea di arcieria moderna sta attraversando un periodo nel quale si pone il massimo accento solo sulla precisione, trascurando gli altri tre elementi; l’idea di Arciere (D)istintivo vuole porre la cura della precisione in equilibrio con gli altri tre aspetti.
Questo non viene raggiunto con l’esclusivo uso della tecnica come mezzo, ma trasformando il risultato in una diretta conseguenza del tuo porti nei confronti del bersaglio

Tempi
1 giornata tempo pieno, altre 2 in co-conduzione con un Istruttore. (Ore totali calcolate 16)

FASE 2 : Psico-Pedagogia Arcieristica secondo il Modello de “L’Arciere che c’è in Te”

La metodologia de “L’Arciere che c’è in Te” prevede un solido impianto didattico con forti caratteristiche di flessibilità.

E’ possibile infatti, senza perdere la leggerezza, affrontare temi importanti come la definizione degli obiettivi, la concentrazione, l’autostima, la promozione e il potenziamento delle capacità fisico-mentali, soprattutto per la gestione delle situazioni di stress.

Imparare giocando, cioè nella prospettiva ludica che appartiene ai bimbi e che ricreiamo ogni volta che pratichiamo le attività che ci gratificano maggiormente, è una delle forme più efficaci di apprendimento.

Contenuti

L’Io “piccolo” e l’Io “grande”. Riflessioni di base sulla costruzione di un ruolo in armonia con la propria Psiche.
• Mente e Cervello
• Mente e corpo: realtà separate?
• Emozioni
• Psiche: Energia Vitale e Spirito

L’Io-Maestro, ovvero il Maestro che c’è il Te.
• Le 5 domande fondamentali per la costruzione di un ruolo educativo equilibrato.
• Il Transfer e l’Eros come metodologia didattica.
• Insegnare le Emozioni, Insegnare CON le Emozioni.
• Fondamenti di Psicologia Sistemica in relazione alla gestione dei Conflitti.

Aspetti di relazione con i gruppi di lavoro, con le Famiglie e le Istituzioni
• Elementi di Tecniche di conduzione di gruppi
• Elementi di Tecniche di gestione di conflitti
• Esercitazioni pratiche

Tempi
2 giornate a tempo pieno (Ore totali calcolate 16)

FASE 3: Costruzione di un percorso didattico di matrice Psico-Pedagogica e Relazionale secondo l’approccio Sistemico.

Affinchè le idee possano essere davvero efficaci è necessario porre la massima attenzione alle fase progettuale e conoscere alcune indispensabili regole attuative, affinchè il pensiero si concretizzi con la necessaria “forza”.

Partendo dai desideri e dalle loro intuizioni gli allievi impareranno a focalizzare meglio i propri obiettivi; si educherà in seguito, a generare analisi e sintesi sulla fattibilità di un progetto e a capire, infine, quali siano i passaggi irrinunciabili affinchè il lavoro progettuale non sia “tempo sprecato”.

Strumenti per l’ Analisi dei bisogni
• Analisi dell’attività
• Analisi del ruolo
• Analisi dei partner
• Analisi degli eventi critici
• Analisi del sistema di attese

Costruzione di un progetto secondo l’approccio Sistemico
• Pensare ad un progetto (Titolo e Sintesi dell’idea progettuale)
• Analisi del contesto, Obiettivi, Risultati attesi ecc.
• Gruppi di lavoro, analisi dei ruoli, partner di progetto
• Contenuti e Cronogramma di realizzazione
• Aspetto Economico (sostenibilità, sponsor, finanziamenti, ecc..)

Valutazione dei risultati
• Strumenti per la valutazione dei risultati formativi
• Approccio quantitativo ed approccio qualitativo
• Apprendimento / Cambiamento
• Il Cambiamneto del contesto
• Per una valutazione non solo di superficie

Tempi
2 giornate a tempo pieno (Ore totali calcolate 16).

 

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Corsi AttivaMente_Archery

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