Lo sport italiano si trova oggi di fronte a due nodi strutturali che ne mettono alla prova l’evoluzione: la condizione del lavoro sportivo femminile – tra tutele contrattuali e divario retributivo – e la necessità di costruire un ecosistema davvero sicuro per tutte le atlete e gli atleti, a partire dai più giovani.
Il primo nodo riguarda il lavoro delle donne nello sport: nonostante i risultati straordinari delle atlete italiane sui campi internazionali, le lavoratrici sportive scontano ancora tutele contrattuali disomogenee e un persistente gender pay gap. La piena applicazione del CCNL di settore e il rafforzamento delle tutele non sono solo una questione di giustizia, ma una condizione per la qualità e la sostenibilità dell’intero sistema.
Il secondo nodo è quello del safeguarding: la protezione di sportivi e sportive da abusi, molestie e violazioni della loro integrità fisica e psicologica. La figura del Safeguarding Officer, prevista dai protocolli internazionali e sempre più richiesta dalle federazioni nazionali, rappresenta un presidio fondamentale che il sistema italiano è chiamato a consolidare con urgenza, attraverso formazione, strumenti normativi e cultura organizzativa.
L’appuntamento promosso da A.S.C. – Attività Sportive Confederate e dalla sua Presidente Avv. Maria Cecilia Morandini riunisce istituzioni, federazioni, esperti e protagonisti dello sport italiano per tradurre queste due sfide strutturali in azioni concrete.