Morandini (ASC): “I ragazzi non sono soltanto destinatari delle nostre scelte: devono diventare interlocutori delle politiche di tutela”
Roma, 8 ottobre 2026 – Il CONI apre le porte ai ragazzi e li mette al centro del confronto su bullismo, prevenzione e safeguarding.
È questo uno degli elementi più significativi di “Oltre il bullismo. Lo sport come luogo di tutela, responsabilità e prevenzione”, l’incontro promosso da ASC – Attività Sportive Confederate, UNI, FIDAE e ACCREDIA, svoltosi questa mattina nel Salone d’Onore del CONI a Roma.
Ad aprire i lavori sono stati il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Vice Presidente Marco Di Paola, Maria Chiara Iannarelli, Consigliere regionale del Lazio, Massimo De Felice, Presidente ACCREDIA, e Cristina Costarelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Lazio.
Al centro della giornata la UNI 12000:2025, dedicata alla prevenzione e al contrasto del bullismo, e il suo possibile raccordo con i sistemi di safeguarding nello sport.
“Questa mattina abbiamo davanti il pubblico più importante e probabilmente anche il più esigente: i ragazzi – ha dichiarato Maria Cecilia Morandini, Presidente di ASC –. Noi adulti possiamo scrivere norme, definire procedure e costruire nuovi strumenti, ma saranno loro a dirci se abbiamo lavorato bene. Saranno loro a verificare, nella propria esperienza quotidiana, se quello che stiamo facendo produce davvero ambienti sportivi più attenti, sicuri e capaci di ascoltare”.
Nel suo intervento, “Safeguarding nello sport: dagli obblighi di tutela alla cultura della prevenzione”, Morandini ha sottolineato la necessità di superare una logica puramente formale e di coinvolgere sempre di più i giovani.
“Il safeguarding deve fare un passo ulteriore: non parlare soltanto dei giovani, ma parlare con loro. Non considerarli esclusivamente destinatari delle nostre decisioni, ma interlocutori capaci di mettere alla prova gli strumenti che adottiamo e aiutarci a migliorarli”.
Le relazioni introduttive hanno visto gli interventi di Stefano Sibilio, Vice Direttore Generale UNI; Emanuele Montemarano, Coordinatore del Gruppo di Lavoro UNI “Prevenzione e contrasto al bullismo” e Project Leader UNI 12000:2025; Maria Cecilia Morandini, Presidente ASC; e Virginia Kaladich, Presidente Nazionale FIDAE.
La tavola rotonda “Lo sport che protegge” ha coinvolto Francesco Montini, componente della Giunta Nazionale CONI e Presidente delle Fiamme Oro; Maria Alessandra Livi, Professoressa di Diritto dello Sport all’Università La Sapienza; Francesco Ettorre, Presidente della Federazione Italiana Vela e componente della Giunta Nazionale CONI; Gabriele Vescio, Presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno; e Gianfranco Ravà, Commissario Straordinario della Federazione Cricket Italiana.
A portare la prospettiva degli atleti sono stati Vittorio Andrea Vaccaro, ex atleta e Vice Presidente della Commissione Nazionale Atleti del CONI, e Valentina Rodini, ex atleta e componente della Giunta Nazionale CONI. La parte finale ha lasciato spazio alle domande e alle riflessioni dei ragazzi, in un confronto diretto con istituzioni e mondo sportivo.
Per ASC, il passo successivo sarà dare continuità al lavoro avviato, portando questi temi nella quotidianità delle associazioni e delle società sportive.
“Il risultato migliore – ha concluso Morandini – sarà quando un ragazzo non avrà bisogno di conoscere il nome della UNI 12000 o di sapere cosa significhi safeguarding per accorgersi che qualcosa è cambiato. Lo percepirà perché troverà adulti più preparati, maggiore ascolto e un ambiente nel quale sentirsi rispettato e libero di parlare”.
L’obiettivo è proseguire il dialogo tra sport, scuola, istituzioni e mondo della normazione, affinché la prevenzione diventi parte integrante della qualità dell’esperienza sportiva.